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    L’invenzione della bicicletta ha fornito all’uomo il primo mezzo di trasporto umano a due ruote, la sua evoluzione nel tempo ha inoltre permesso l’emancipazione femminile, diventando simbolo di progresso, svago, libertà e divertimento.

    Il suo valore si è perpetuato nel tempo e questo storico mezzo di trasporto rappresenta oggi la speranza per un futuro migliore capace di segnare un cambiamento di rotta rispetto alla situazione climatica attuale e all’obesità mondiale crescente.

    La sua invenzione risale al 1817 in Germania, ma con il passare degli anni altri inventori nel mondo  si appropriarono dell’idea, rivisitando il primo modello. Il  più famoso fu il londinese Denis Johnson, il quale creò una versione più moderna e migliorata, quasi interamente intagliata in legno e con la ruota anteriore manovrabile.

    Intorno al 1860 Pierre Michaux, sviluppò la prima bicicletta a due ruote che ebbe davvero un enorme successo commerciale. Questo modello era caratterizzato dall’aggiunta di pedali e manovelle rotanti sulla ruota anteriore che consentivano al guidatore di muovere in avanti la bicicletta pedalando.

    Verso la fine 1800 ebbe inizio un’epoca del ciclismo che fu battezzata “follia ciclistica”. Ci furono effetti piuttosto importanti sul ruolo delle donne nella società, così anche alla bicicletta venne assegnato il nuovo soprannome di “macchina della libertà”.

    La rivoluzione invase anche la moda, le donne che sapevano andare in bicicletta avevano bisogno di abiti molto più pratici e comodi rispetto a quelli tipici della moda vittoriana. Fecero così la loro comparsa indumenti più pratici per le donne, come ad esempio i pantaloni rigonfi o le gonne pantalone.

    Nel 1920 con la Grande Depressione e soprattutto in seguito con la seconda guerra mondiale l’umore generale del mondo cambiò. Era l’automobile a farla da padrona e la percentuale maggiore di biciclette vendute era per i bambini, non per gli adulti.

    Nelle città i ciclisti erano spesso presi in giro dagli autisti, dal momento che la macchina divenne il mezzo di trasporto preferito dalla maggior parte della gente.

    Il 1960 aprì la strada ai favolosi anni Sessanta e successivamente ai caleidoscopici anni Settanta, un periodo di speranza, promesse e di libertà di espressione.

    Iniziò ad accrescere la consapevolezza riguardo l’importanza del mantenersi in forma, così le vendite delle biciclette cominciarono a raddoppiare. Nacque in questi anni la BMX, il cui design si ispirò ai campioni di motocross e la sua popolarità si diffuse subito nella cultura popolare grazie anche alla sue apparizioni in film classici come E.T e Karate Kid.

    Arriviamo così ai giorni nostri, i primi anni 2000 hanno segnato l’inizio del movimento hipster nato negli Stati Uniti in luoghi come Brooklyn e New York . Le principali marche di vestiti hanno abbracciato questo movimento, portando finalmente alla scomparsa di quegli indumenti che costringevano i ciclisti indossare tute in lycra.

    I brand di abbigliamento lanciano così capi stilosi e pratici, dando finalmente la possibilità anche ai ciclisti di vestirsi alla moda. Nelle principali città d’Europa come Amsterdam e Londra, nascono i programmi di bike sharing, insomma un ritorno alla semplicità con il mezzo di trasporto più funzionale di sempre.

    La bicicletta è tornata ad essere oggi il mezzo più popolare tra tutti coloro che desiderano riconnettersi con ciò che li circonda e con l’ambiente.

    Storia ed evoluzione della bicicletta

    
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